Uno degli aspetti caratteristici di noi italiani, che ospitiamo il vaticano, è la bestemmia. Qua in friuli, e direi nel triveneto in generale, la cosa è più accentuata che in altre regioni... o almeno così mi risulta da discussioni con amici. A pochi kilometri da casa mia poi c'è l'unico paese in Italia che anagrammato da come risultato una bestemmia: Codroipo.
Conosco persone che la bestemmia la usano come congiunzione, altri come intercalare, altri la mettono per tenere il segno: una ogni tre parole. La cosa che mi ha sempre incuriosito, e anche affascinato, è che non si tratta di essere stupidi o intelligenti, poveri o benestanti è una cosa presente in tutti i ceti sociali e a tutti i livelli di istruzione, alla quale non ho mai saputo dare una spiegazione. Non si tratta neanche di una mancanza di rispetto, o di fede, conosco preti a cui qualche volta è scappata e altri che in certe situazioni chiudono un occhio e fan finta di npn aver sentito, che sia solo una "cadenza colorita" di queste zone?
C'è anche da dire che se uno bestemmia in maniera forzata o lo fa per fare il figo, cosa stupidissima peraltro, la gente se ne accorge subito e prova molto fastidio, me compreso, quindi non si tratta neanche di bestemmiare o meno, ma di come e del perchè!!?
Per la maggior parte dei casi, almeno oggi, credo che il motivo stia nel fatto che uno quando nasce assorbe tutto quello che la gente intorno a lui fa, se un bimbo nasce in una famiglia dove a tavola mangiano pan e porconi, il minimo che può succedere è che le impari anche lui, se poi i porconi non si dicono in famiglia ma nel quartiere dove vivi, o nella scuola dove vai, comunque prima o poi il sentire una bestemmia rientra nella normalità. Così va a finire che in una situazione di rabbia o di tensione le prime due parole che ti salgono in gola sono un por.... poi, giusto il tempo di ragionare, la mente le blocca e le sostituisce con altri termini comunque non molto signorili, ma che lasciano più in pace con se stessi.
Personalmente, è una pratica che non uso, come non si usava nella mia famiglia, anche se qualche rarissima volta mi scappa, in momenti di estrema e impulsiva rabbia di solito, e lo sfogo che ne deriva è enorme. Sono convinto che razionalmente non ha senso bestemmiare: se uno è credente non dovrebbe offendere quello in cui crede, e magari dice di amare, e se uno non è credente non vedo perchè dovrebbe disturbare gratuitamente il frutto di una fantasia dei credenti. Eppure atei, credenti, e come dicevo prima, anche preti è capitato di tirarne una. Ormai non cerco più spiegazione, fa parte della nostra cultura, non che sia da andarne particolarmente fieri, però ha la sua attrazione fosse anche solo per il fatto che è una cosa che non si dovrebbe fare...
venerdì 13 marzo 2009
Intercalare
giovedì 12 marzo 2009
Da grande voglio diventare così
In un intervista a chi gli chiedeva come ha fatto ad arrivare a 90 anni così in forma ha risposto "bere il giusto, fumare il giusto, donne il giusto" mitico Compay.
martedì 10 marzo 2009
Marchio
Ho un segno sulla spalla, un segno ovale, un segno di piacere, nessun dolore.
Il timbro di un bel momento inaspettato... non sembrava ci fosse il tempo e la voglia.
Sono stato marchiato ancora, un marchio di appartenenza a cui voglio appartenere, che si vede nella pelle ma entra nel cuore.
Una giornata cominciata bene ancor prima che iniziasse, con l'ennesima conferma di quello che sento.
Il timbro di un bel momento inaspettato... non sembrava ci fosse il tempo e la voglia.
Sono stato marchiato ancora, un marchio di appartenenza a cui voglio appartenere, che si vede nella pelle ma entra nel cuore.
Una giornata cominciata bene ancor prima che iniziasse, con l'ennesima conferma di quello che sento.
lunedì 9 marzo 2009
Quando si parla troppo di un argomento
Tempo fa con un amico si parlava di legge sulla privacy, si discuteva di come fosse assurdo che un soggetto abbia “la libertà” di rifiutarsi ad acconsentire al trattamento dei propi dati personali, però se lo fa non gli viene erogato il servizio richiesto. “Bello, gran libertà” è stato il commento ironico di entrambi.
Lui a un certo punto viene fuori con questa affermazione: “quando si comincia a parlare troppo di qualcosa fino a sentirne l’esigenza vuol dire che di questo qualcosa non se ne ha più”, e riprende l’argomento dicendo: una volta nessuno parlava di privacy, non si doveva firmare nulla riguardo al proprio trattamento dei dati personali, proprio perché evidentemente una volta la privacy era garantita veramente. Di questi tempi, continua, a qualcuno fa comodo avere tutti i nostri dati, per sapere tutto di noi, in più con l’autorizzazione a farlo; e per lasciarci tranquilli, per non farci allarmare, ha tirato fuori un modo per farci credere che siamo tutelati. Per chi è a certi livelli poi la scusa della privacy è un bel pretesto per farsi gli affari propri e non avere ficcanaso che vanno a vedere cosa fai. Insomma secondo questo mio amico abbiamo subito un regresso con la legge sulla privacy. Io non ho analizzato la cosa più di così, ma l’ho trovato talmente logico che ho fatto mio questo suo pensiero, e cerco di stare attento a quanti sono gli argomenti oggi che vengono molto discussi rispetto una volta e sui quali magari i goveri vogliono fare delle leggi.
Lui a un certo punto viene fuori con questa affermazione: “quando si comincia a parlare troppo di qualcosa fino a sentirne l’esigenza vuol dire che di questo qualcosa non se ne ha più”, e riprende l’argomento dicendo: una volta nessuno parlava di privacy, non si doveva firmare nulla riguardo al proprio trattamento dei dati personali, proprio perché evidentemente una volta la privacy era garantita veramente. Di questi tempi, continua, a qualcuno fa comodo avere tutti i nostri dati, per sapere tutto di noi, in più con l’autorizzazione a farlo; e per lasciarci tranquilli, per non farci allarmare, ha tirato fuori un modo per farci credere che siamo tutelati. Per chi è a certi livelli poi la scusa della privacy è un bel pretesto per farsi gli affari propri e non avere ficcanaso che vanno a vedere cosa fai. Insomma secondo questo mio amico abbiamo subito un regresso con la legge sulla privacy. Io non ho analizzato la cosa più di così, ma l’ho trovato talmente logico che ho fatto mio questo suo pensiero, e cerco di stare attento a quanti sono gli argomenti oggi che vengono molto discussi rispetto una volta e sui quali magari i goveri vogliono fare delle leggi.
venerdì 6 marzo 2009
Bambino violento
Leggo una notizia: Niente scuola per 17 bambini «In classe, un alunno violento».
Si tratta di una protesta di tutti i genitori di una classe in cui quest'anno è stato inserito un bimbo con delle difficoltà, o così dicono. Ora, non si capisce quali difficoltà questo bambino abbia, ma mi ha molto infastidito come la madre, come prima cosa, abbia cercato di difendere il bambino spiegando che ne ha passate di tutti i colori. Tutte le giustificazioni e le cose "benevole" sulla vicenda sono dette sulla notizia e sui suoi commenti, che in parte condivido, ma di contro mi è venuta una sensazione di fastidio data da una serie di cose.
Vorrei capire intanto come i genitori educano questo bambino, per carità tutti possiamo sbagliare, ma ci sono alcuni genitori particolarmente protezionisti nei confronti dei figli, che sapendolo fanno quel straca... che vogliono.
Poi vorrei anche capire che problemi ha questo bimbo, perchè a me è capitato di conoscere dei bimbi down educati e preaprati, che se si comportassero male avrebbero molte giustificazioni, ma non lo fanno.
Poi è fastidioso questo clima di assoluta protezione degli allievi, gli insegnanti non possono neanche più sgirdare un bambino che rischiano di trovarsi tutta la famiglia a colloquio per protestare. Ma stiamo scherzando? Sicuramente era sbagliato il sistema "bacchetta sulle mani" di 60 anni fa, ma oggi un insegnante ha le mani completamente legate, e i ragazzi "meno motivati" possono fare quai quello che volgiono. La responsabilità gran parte la hanno i genitori in questo caso, io mi ricordo "i miei" come molti altri, che dicevano agli insegnanti "e se fa il mona un bella sberla", non ne ho presa mai una ovviamente, non perchè non facessi il mona, ma perchè i miei insegnanti avevano l'autorità data "dai miei", quindi quando mi dicevano basta era basta come se me lo avesse detto mio padre. Ovvio di base mi è stato insegnato anche il rispetto per i genitori.
I bambini non hanno ancora tutti i meccanismi e l'esperienza di ciò che è bene e ciò che non lo è, e comunque questa sensibilità non è uguale per tutti, se viene a cadere un sistema efficente e autorevole di premi punizioni (consiglio il libro di Alberto Angela "premi e punizioni") che dovrebbe far da guida nei primi anni della nostra vita, e non solo, i più "vivaci" non vedendo limiti ne approfittano.
Tutto però deve partire dalla famiglia, poi la scuola può e deve far la propia parte.
Si tratta di una protesta di tutti i genitori di una classe in cui quest'anno è stato inserito un bimbo con delle difficoltà, o così dicono. Ora, non si capisce quali difficoltà questo bambino abbia, ma mi ha molto infastidito come la madre, come prima cosa, abbia cercato di difendere il bambino spiegando che ne ha passate di tutti i colori. Tutte le giustificazioni e le cose "benevole" sulla vicenda sono dette sulla notizia e sui suoi commenti, che in parte condivido, ma di contro mi è venuta una sensazione di fastidio data da una serie di cose.
Vorrei capire intanto come i genitori educano questo bambino, per carità tutti possiamo sbagliare, ma ci sono alcuni genitori particolarmente protezionisti nei confronti dei figli, che sapendolo fanno quel straca... che vogliono.
Poi vorrei anche capire che problemi ha questo bimbo, perchè a me è capitato di conoscere dei bimbi down educati e preaprati, che se si comportassero male avrebbero molte giustificazioni, ma non lo fanno.
Poi è fastidioso questo clima di assoluta protezione degli allievi, gli insegnanti non possono neanche più sgirdare un bambino che rischiano di trovarsi tutta la famiglia a colloquio per protestare. Ma stiamo scherzando? Sicuramente era sbagliato il sistema "bacchetta sulle mani" di 60 anni fa, ma oggi un insegnante ha le mani completamente legate, e i ragazzi "meno motivati" possono fare quai quello che volgiono. La responsabilità gran parte la hanno i genitori in questo caso, io mi ricordo "i miei" come molti altri, che dicevano agli insegnanti "e se fa il mona un bella sberla", non ne ho presa mai una ovviamente, non perchè non facessi il mona, ma perchè i miei insegnanti avevano l'autorità data "dai miei", quindi quando mi dicevano basta era basta come se me lo avesse detto mio padre. Ovvio di base mi è stato insegnato anche il rispetto per i genitori.
I bambini non hanno ancora tutti i meccanismi e l'esperienza di ciò che è bene e ciò che non lo è, e comunque questa sensibilità non è uguale per tutti, se viene a cadere un sistema efficente e autorevole di premi punizioni (consiglio il libro di Alberto Angela "premi e punizioni") che dovrebbe far da guida nei primi anni della nostra vita, e non solo, i più "vivaci" non vedendo limiti ne approfittano.
Tutto però deve partire dalla famiglia, poi la scuola può e deve far la propia parte.
mercoledì 4 marzo 2009
Starmene tranquillo
Potrei starmene tranquillo e accontentarmi del lavoro che ho, anche se so che non è quello che vorrei fare, mettere da parte la voglia di migliorare, di cambiare, che a volte diventa opprimente.
Potrei starmene tranquillo e non interessarmi a quello che mi accade intorno, non vedere cosa fa la gente intorno a me, non vedere se chi mi sta vicino ha bisogno di qualcosa, o non informarmi su cosa succede nella politica (quanti nervosi che fa prendere la politica).
Potrei starmene tranquillo e fare le cose nel mio pieno interesse senza considerare gli interessi delgi altri, si arrangeranno no? Se propio hanno bisogno chiederanno!
Potrei starmene tranquillo e non pensare. Quando vado a letto addormentarmi subito, senza passare ore a far rimbalzare i pensieri, le idee, i sogni, i desideri da una parte all'altra del mio cervello, non sembrare stupido facendo domande frutto di ore di ragionamenti che dovrei prima spiegare al mio interlocutore. Potrei non farmi influenzare da quello che mi circonda (in positivo o in negativo che sia).
Insomma potrei starmene tranquillo e anticipare la mia morte... ma non è ancora la mia ora, o comunque non in questo modo.
Potrei starmene tranquillo e non interessarmi a quello che mi accade intorno, non vedere cosa fa la gente intorno a me, non vedere se chi mi sta vicino ha bisogno di qualcosa, o non informarmi su cosa succede nella politica (quanti nervosi che fa prendere la politica).
Potrei starmene tranquillo e fare le cose nel mio pieno interesse senza considerare gli interessi delgi altri, si arrangeranno no? Se propio hanno bisogno chiederanno!
Potrei starmene tranquillo e non pensare. Quando vado a letto addormentarmi subito, senza passare ore a far rimbalzare i pensieri, le idee, i sogni, i desideri da una parte all'altra del mio cervello, non sembrare stupido facendo domande frutto di ore di ragionamenti che dovrei prima spiegare al mio interlocutore. Potrei non farmi influenzare da quello che mi circonda (in positivo o in negativo che sia).
Insomma potrei starmene tranquillo e anticipare la mia morte... ma non è ancora la mia ora, o comunque non in questo modo.
lunedì 2 marzo 2009
Scarabocchi
Di solito mi capita al telefono, o anche semplicemente quando sto pensando, comunque sia ogni volta che ho in mano una matita o una penna, e un foglio davanti, inevitabilmente mi vien la voglia di scrivere qualcosa, di personalizzare il foglio.
Parto col scrivere delle parole qualsiasi che mi son venute in mente per caso, in bella calligrafia (come per essere sicuro che mi ricordo ancora come si scrive), e le scrivo prima in stampatello minuscolo, poi in corsivo, poi in stampatello maiuscolo, ma cerco di farlo bene come se dovessi fare una gara di grafia con la stampante laser che ho dietro le spalle. Se non mi viene in mente una parola incomincio a scrivere l'alfabeto, inserendo anche le parole "straniere" (o almeno così si diceva quando andavo a scuola) che è più bello.
Sulle telefonate particolarmente lunghe, e piene di dettagli inutili che non posso evitare, mi do ai disegni astratti che poi, se ispirato, prendono qualche forma. Bello, mi diverte analizzare poi cosa ho fatto, se uso linee marcate e definite (magari perchè mi hanno fatto alterare un po) oppure ho un segno leggero e allegro. Spesso è il mio interlocutore che mi da un ispirazione, e man mano che la discussione evolve continuo a lasciare sempre meno spazio libero sul foglio, che era inizialmente destinato a riportare solo le 4 informazioni che avrei ricavato dalla mia chiamata.
Si tratta propio di un istinto allo scarabocchio perchè molte volte sono talmente preso che non bado a dove scrivo e al termine della telefonata mi accorgo di aver ben ricamato un disegno tecnico sul quale avrei dovuto riportare delle misure... cose che capitano.
Parto col scrivere delle parole qualsiasi che mi son venute in mente per caso, in bella calligrafia (come per essere sicuro che mi ricordo ancora come si scrive), e le scrivo prima in stampatello minuscolo, poi in corsivo, poi in stampatello maiuscolo, ma cerco di farlo bene come se dovessi fare una gara di grafia con la stampante laser che ho dietro le spalle. Se non mi viene in mente una parola incomincio a scrivere l'alfabeto, inserendo anche le parole "straniere" (o almeno così si diceva quando andavo a scuola) che è più bello.
Sulle telefonate particolarmente lunghe, e piene di dettagli inutili che non posso evitare, mi do ai disegni astratti che poi, se ispirato, prendono qualche forma. Bello, mi diverte analizzare poi cosa ho fatto, se uso linee marcate e definite (magari perchè mi hanno fatto alterare un po) oppure ho un segno leggero e allegro. Spesso è il mio interlocutore che mi da un ispirazione, e man mano che la discussione evolve continuo a lasciare sempre meno spazio libero sul foglio, che era inizialmente destinato a riportare solo le 4 informazioni che avrei ricavato dalla mia chiamata.
Si tratta propio di un istinto allo scarabocchio perchè molte volte sono talmente preso che non bado a dove scrivo e al termine della telefonata mi accorgo di aver ben ricamato un disegno tecnico sul quale avrei dovuto riportare delle misure... cose che capitano.
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