Uuh ma che "bella" notizia a Foggia metteranno una doppia linea d'autobus una "normale" e una con lo stesso percorso solo per gli immigrati, e io che pensavo che certe cose succedevano solo nell'America anni '50 non ancora pronta per l'integrazione. La cosa ancor peggiore è che avrà fermate leggermente diverse. Quando si parla di razzismo l'Italia è unita mi pare! Il comune ha parlato di una linea per immigrati, mi meraviglio non abbia usato altre parole, stranieri, neri, extracomunitari... diversi.
Che disastro!
Per l'ennesima volta mi chiedo ma la diversità fa così paura? Evidentemente si.
La diversità è una risorsa, va sfruttata, è una ricchezza perchè da un nuovo punto di vista sulle cose, perchè porta cultura nuova. Come fa a nascere il rispetto con queste iniziative? In questa maniera si creano solo i ghetti. Se poi questa voleva essere una soluzione per ridurre la criminalità, ho la netta impressione che siamo sulla strada sbagliata.
Non dico di no a sbagliare molte volte sono propio gli immigrati, quando una volta in italia stanno sempre tra di loro, senza sforzarsi più del necessario di integrarsi. Capisco che è più facile comunicare con qualcuno che parla la propia lingua, poi ci si aiuta un con l'altro, e così via, ma si rischia di autoisolarsi e alla lunga questo atteggiamento porta dei problemi anche a chi vorrebbe integrarsi al meglio. Per fortuna il governatore della puglia, che evidentemente ha più buon senso del sindaco di foggia, ha detto di no a questa iniziativa... vediamo come va a finire.
Insomma come dice il mio famoso amico (già nominato in qualche altro post) "tirar su muri non va mai bene, ha sempre dato problemi" e anche sta volta secondo me ha ragione.
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venerdì 3 aprile 2009
venerdì 6 marzo 2009
Bambino violento
Leggo una notizia: Niente scuola per 17 bambini «In classe, un alunno violento».
Si tratta di una protesta di tutti i genitori di una classe in cui quest'anno è stato inserito un bimbo con delle difficoltà, o così dicono. Ora, non si capisce quali difficoltà questo bambino abbia, ma mi ha molto infastidito come la madre, come prima cosa, abbia cercato di difendere il bambino spiegando che ne ha passate di tutti i colori. Tutte le giustificazioni e le cose "benevole" sulla vicenda sono dette sulla notizia e sui suoi commenti, che in parte condivido, ma di contro mi è venuta una sensazione di fastidio data da una serie di cose.
Vorrei capire intanto come i genitori educano questo bambino, per carità tutti possiamo sbagliare, ma ci sono alcuni genitori particolarmente protezionisti nei confronti dei figli, che sapendolo fanno quel straca... che vogliono.
Poi vorrei anche capire che problemi ha questo bimbo, perchè a me è capitato di conoscere dei bimbi down educati e preaprati, che se si comportassero male avrebbero molte giustificazioni, ma non lo fanno.
Poi è fastidioso questo clima di assoluta protezione degli allievi, gli insegnanti non possono neanche più sgirdare un bambino che rischiano di trovarsi tutta la famiglia a colloquio per protestare. Ma stiamo scherzando? Sicuramente era sbagliato il sistema "bacchetta sulle mani" di 60 anni fa, ma oggi un insegnante ha le mani completamente legate, e i ragazzi "meno motivati" possono fare quai quello che volgiono. La responsabilità gran parte la hanno i genitori in questo caso, io mi ricordo "i miei" come molti altri, che dicevano agli insegnanti "e se fa il mona un bella sberla", non ne ho presa mai una ovviamente, non perchè non facessi il mona, ma perchè i miei insegnanti avevano l'autorità data "dai miei", quindi quando mi dicevano basta era basta come se me lo avesse detto mio padre. Ovvio di base mi è stato insegnato anche il rispetto per i genitori.
I bambini non hanno ancora tutti i meccanismi e l'esperienza di ciò che è bene e ciò che non lo è, e comunque questa sensibilità non è uguale per tutti, se viene a cadere un sistema efficente e autorevole di premi punizioni (consiglio il libro di Alberto Angela "premi e punizioni") che dovrebbe far da guida nei primi anni della nostra vita, e non solo, i più "vivaci" non vedendo limiti ne approfittano.
Tutto però deve partire dalla famiglia, poi la scuola può e deve far la propia parte.
Si tratta di una protesta di tutti i genitori di una classe in cui quest'anno è stato inserito un bimbo con delle difficoltà, o così dicono. Ora, non si capisce quali difficoltà questo bambino abbia, ma mi ha molto infastidito come la madre, come prima cosa, abbia cercato di difendere il bambino spiegando che ne ha passate di tutti i colori. Tutte le giustificazioni e le cose "benevole" sulla vicenda sono dette sulla notizia e sui suoi commenti, che in parte condivido, ma di contro mi è venuta una sensazione di fastidio data da una serie di cose.
Vorrei capire intanto come i genitori educano questo bambino, per carità tutti possiamo sbagliare, ma ci sono alcuni genitori particolarmente protezionisti nei confronti dei figli, che sapendolo fanno quel straca... che vogliono.
Poi vorrei anche capire che problemi ha questo bimbo, perchè a me è capitato di conoscere dei bimbi down educati e preaprati, che se si comportassero male avrebbero molte giustificazioni, ma non lo fanno.
Poi è fastidioso questo clima di assoluta protezione degli allievi, gli insegnanti non possono neanche più sgirdare un bambino che rischiano di trovarsi tutta la famiglia a colloquio per protestare. Ma stiamo scherzando? Sicuramente era sbagliato il sistema "bacchetta sulle mani" di 60 anni fa, ma oggi un insegnante ha le mani completamente legate, e i ragazzi "meno motivati" possono fare quai quello che volgiono. La responsabilità gran parte la hanno i genitori in questo caso, io mi ricordo "i miei" come molti altri, che dicevano agli insegnanti "e se fa il mona un bella sberla", non ne ho presa mai una ovviamente, non perchè non facessi il mona, ma perchè i miei insegnanti avevano l'autorità data "dai miei", quindi quando mi dicevano basta era basta come se me lo avesse detto mio padre. Ovvio di base mi è stato insegnato anche il rispetto per i genitori.
I bambini non hanno ancora tutti i meccanismi e l'esperienza di ciò che è bene e ciò che non lo è, e comunque questa sensibilità non è uguale per tutti, se viene a cadere un sistema efficente e autorevole di premi punizioni (consiglio il libro di Alberto Angela "premi e punizioni") che dovrebbe far da guida nei primi anni della nostra vita, e non solo, i più "vivaci" non vedendo limiti ne approfittano.
Tutto però deve partire dalla famiglia, poi la scuola può e deve far la propia parte.
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