Visualizzazione post con etichetta carattere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carattere. Mostra tutti i post

mercoledì 11 febbraio 2009

Pensieri spontanei

C'è una cosa che trovo quasi divertente.
Ho come l'idea che se fossi completamente spontaneo, ossia, se dicessi tutto quello che mi passa per la testa senza filtrare (col cervello o col cuore), avrei una vita sicuramente con meno pare e molto più contraddittoria, qualcuno penserebbe che dovrei curarmi e le persone che mi conoscono avrebbero una considerazione di me diversa da oggi.
L'ho realizzato, ma non ci voleva un genio, ieri sera dopo uno scambio di opinioni su un mio post di pensieri, alcuni ricorrenti altri nati in quella giornata. Comunque pensieri che senza questo blog mi sarei tenuto per me propio come altri migliaia di pensieri.
Molte volte non dico le mie idee perchè non è il mimento di dirle, perchè sono frutto di azioni che considero momentanee, per pigrizia, per non ferire gli altri, perchè vanno contro ad altre idee che ho espresso in precedenza, perchè non mi conviene, perchè non voglio essere patetico o per chissà quale sensazione che mi dice di tenermele per me.
Una cosa un po pesante, tenere non ha mai fatto bene (ma neanche lascir andare quando non è il momento). A volte è bello sfogarsi, e fortunatamente ho qualche amico, molto amico da potermi fidare, ma abbastanza lontano dal mio quotidiano da non essere coinvolto, che mi possa ascoltare. Ma a un amico, o amica che sia, comunque non direi tutto per alcuni dei motivi che ho scritto sopra e perchè certe cose ti vengono su velocemente e altrettanto velocemente spariscono. Poi ho scoperto che è bello anche scrivere, propio qua, ed è più comodo e immediato. E così, scrivendo, mi riesco a sfogare di buona parte di certe cose che mi passano per la testa (e che potrei trovare tanto difficile, quanto piacevole, discutere). Verrebbe fuori un'altra parte di me, potrebbe essere rischioso da un lato e un opportunità da un altro. Però mi intriga vedere dove mi porta questa esperienza...

giovedì 22 gennaio 2009

Matto... o illuminato

Io non sopporto molto quelli che dicono "eh io sono un matto...".
Matto? solo perchè 1 volta nella tua vita hai fatto qualcosa che di solito la gente non fa, o non dovrebbe fare? Cos'hai pisciato sui campanelli? Lo facevo anch'io da ragazzino ma non mi davo del matto... un paio di propietari mi hanno dato del birbante, quello si.
No, no, no non ci siamo. Se sei veramente matto non te lo dici.
Se ti comporti in maniera naturale ti puoi sentire solo naturale e normale.
Se sei matto, non te lo devi dire tu, te lo dicono gli altri, sia se come matto si intende un malato mentale (roba da CIM insomma), sia se come matto si intende essere particolarmente estroverso, o con modi particolari, o maleducato o semplicemente che te ne freghi completamente di cosa può pensare la gente a qualsiasi (e dico qualsiasi) cosa tu faccia. La parola matto non deve essere da scudo per altri aggettivi che sai benissimo di essere, e non sto ad elencare.
Se dici di essere matto è perchè vuoi fare la parte del matto non perchè lo sei, almenochè tu non abbia fatto mesi di terapia con uno psicoanalista, e in quel caso forse matto lo sei diventato davvero e ne sei cosciente.
Che poi matto cosa vuol dire? Che ti comporti in maniera strana? Che pensi in maniera strana? Strana in base a cosa a quello che secondo te si dovrebbe pensare?
Ieri l'ho visto un matto, quello era matto davvero per me. Per lui no, lui si sentiva normale. Un unomo sui 40 anni, girava per un supermercato tranquillo.
Aveva un vocabolario tra le mani, a un certo punto lo apre e lo appoggia alla bocca e all'orecchio come fosse un telefonino e ci parla dentro e va in giro come tutto fosse normale. Per lui lo era, tanto che quando un commesso gli ha chiesto di "smettere di telefonare" non capiva il perchè, non stava facendo nulla di strano.
Un genio! Dopotutto con quale oggetto si può meglio parlare se non con un libro dove sono scritte tutte le parole della tua lingua. Quello che mi incuriosisce è chissà cosa sentiva come risposta.
I veri matti, in fondo, sono dei geni incompresi, non sono legati alle logiche che noi "normali" abbiamo, sanno pensare di più, sanno pensare diverso, e soprattutto non si preoccupano di essere matti.