Suonare con un gruppo che fa praticamente pop non era propio l'idea che avevo in testa, ma come si dice nella strada dove non vuoi camminare ti tocca correre. Se poi penso che fino a pochi mesi fa ho ripetuto più volte che suonare in una tribute band deve essere una cosa pallosissima, soprattutto a lungo andare, e che non lo farò MAI mi viene quasi da sorridere. Difatti eccomi qua a metter su canzoni di Shakira, che per carità non mi dispiace, ma l'ultima cosa che avrei immaginato è che l'avrei suonata. La cosa interessante è che mi sta pure piacendo, inoltre contrariamente a quello che pensavo sembra che piaccia alla gente tanto da muovere abbastanza persone alle serate. E io avevo detto MAI.
Avevo detto anche che non mi sarei preso MAI una station wagon, e ne ho già avute due, compresa quella che ho distrutto lo scorso autunno.
Mi capita anche con le ragazze a volte: "con lei? Non è il mio tipo non succederà MAI" Per fortuna non sono categorico nel voler a tutti i costi essere coerente con le prime impressioni, altrimenti avrei perso alcune belle esperienze, compresa Lei.
Mi è capitato anche con il lavoro, quando facevo l'ITIS in quinta ci hanno portato a vedere la più grande azienda di lavatrici del mondo, è qui a Pordenone, mi è bastato entrare per fare questo pensiero "che grigio, che merda, tutti seri, sembra sporco, casino, carrelli elevatori che fanno traffico come in centro, qua non verrò MAI". Ecco sono due anni che lavoro li.
La coerenza non è il mio forte, temo.
Bisogna che la smetto con sto vizio del MAI!
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venerdì 12 febbraio 2010
venerdì 4 dicembre 2009
Camuffare
Ieri eravamo in macchina, tornavamo da Udine. Lei ha comprato un paio di boa di struzzo, uno rosso e uno nero. Le dico: me li presti ogni tanto, magari a carnevale, o quando voglio fare lo scemo. Si è messa a ridere, ma ha detto che me li presta.
Da piccolo il primo, primissimo, desiderio che ho avuto di diventare musicista non era tanto motivato dalla musica in se, che comunque già amavo, volevo diventare musicista per potermi travestire come volevo. Il mio sogno era poter andare in giro per strada vestito nei modi più strani senza che nessuno mi rompesse le scatole. In fin dei conti io ero piccolo negli anni '80 ed ero affascinato dal fatto che chi suonava poteva mettersi addosso quello che voleva: le gonne, stracci qualsiasi, potevi metterti colori sgargianti, e soprattutto i mantelli. Io adoravo i mantelli, forse perchè davano tanto un idea di superuomo. A dir il vero li adoro ancora, ma non lo do a vedere. Poi ci si poteva truccare... ho sempre invidiato i kiss e Alice Cooper.
Da molta libertà travestirsi, si possono fare molte cose, esprimersi, far vedere cose strane, si può attirare attenzione, critiche, e si può anche vergognarsi, a volte, o intimorire. Posso fare anche smorfie così da mostrare uno dei mille personaggi, tutti veri, che coabitano in me.
E comunque, e soprattutto, ci si diverte.
Lo faccio troppo raramente, mi è venuta voglia.
Da piccolo il primo, primissimo, desiderio che ho avuto di diventare musicista non era tanto motivato dalla musica in se, che comunque già amavo, volevo diventare musicista per potermi travestire come volevo. Il mio sogno era poter andare in giro per strada vestito nei modi più strani senza che nessuno mi rompesse le scatole. In fin dei conti io ero piccolo negli anni '80 ed ero affascinato dal fatto che chi suonava poteva mettersi addosso quello che voleva: le gonne, stracci qualsiasi, potevi metterti colori sgargianti, e soprattutto i mantelli. Io adoravo i mantelli, forse perchè davano tanto un idea di superuomo. A dir il vero li adoro ancora, ma non lo do a vedere. Poi ci si poteva truccare... ho sempre invidiato i kiss e Alice Cooper.
Da molta libertà travestirsi, si possono fare molte cose, esprimersi, far vedere cose strane, si può attirare attenzione, critiche, e si può anche vergognarsi, a volte, o intimorire. Posso fare anche smorfie così da mostrare uno dei mille personaggi, tutti veri, che coabitano in me.
E comunque, e soprattutto, ci si diverte.
Lo faccio troppo raramente, mi è venuta voglia.

domenica 22 febbraio 2009
Perchè San Remo è ...

Anche quest'anno è arrivato il festival della canzone taliana. Già le notizie che lo anticipavano erano piuttosto deprimenti, si parlava del compenso di Bonolis, si parlava che il festival era in crisi, si parlava degli ospiti che prima ci sono, poi non ci sono, poi firmano all'ultimo momento... di musica ne ho sentito parlare piuttosto poco.
Sinceramente ho faticato a guardare quel poco che ho guardato del festival, ma come potevo criticarlo altrimenti?
Intanto la figura principale del festival sembra sempre più il presentatore, per carità il presentatore è quello che collega tutti i momenti dello spettacolo sicuramnete è fondamentale, ieri sera però ho guardato per mezz'ora la trasmissione e l'unica cosa che si è visto è il viso di Bonolis mentre parlava parlava e cantava (?), forse ho avuto sfiga? ho beccato il momento sbagliato? non so e non ce l'ho con Bonolis (presenteva bim bum bam sono affezionato), ma se voglio vedere il festival della canzone voglio sentire le canzoni.
Un'altra questione è: perchè in gara c'è gente come Leali, Zanicchi, Albano, Pravo? Sono artisti che rispetto, e hanno dato molto alla canzone italiana, gli anni addietro, ma hanno già fatto il loro tempo, e se vogliono continuare a cantare davanti a un pubblico che lo facciano (la musica è una passione non un lavoro credo sia impossibile smettere), sicuramente hanno i loro spazi per farlo... però a San Remo se vogliono esserci che ci vadano come ospiti e non in gara.
Vorrei sentire un po di novità, vorrei vedere cantanti e gruppi che rispecchino il panorma musicale italiano di oggi, o che propongano qualcosa di innovativo, sentire qualcuno che esca dallo stile della musica leggera italiana, tipicamente proposta a San Remo (guarda i subsonica e elio e le storie tese che succcesso hanno avuto proponendo qualcosa di diverso dal solito per esempio).
Per finire mi piacerebbe che girassero delle notizie più "musicali"... che sulla prima pagina dei giornali ci sia il titolo "il festival un trionfo" e a seguire l'articolo con quanti ascoltatori ha avuto non mi interessa, voglio che mi dicano come sono le canzoni, come sono gli artisti, cosa hanno fatto e chi ha vinto e perchè.
Quest'anno è andata così, stiamo a vedere cosa combinano il prossimo...
mercoledì 4 febbraio 2009
meglio del peyote
Il ritmo fa parte della vita, ci accompagna da prima di nascere. Un cuore che batte, il susseguirsi dei giorni, una camminata, i pianeti che girano intorno ad altri pianeti... tutto ha un ritmo. Anche quello che sembra fermo ha un ritmo, solo che è molto lento.
Il ritmo è alla base della musica propio perchè esiste da prima; è sempre esistito, e a differenza della musica il ritmo si può anche vedere. Un martello che batte riesco a vederlo, riesco a vedere quanti colpi fa, quanto veloci sono.
Il ritmo è qualcosa di soprannaturale, di sacro.
La musica invece è l'unica cosa che l'uomo ha inventato e per questo dobbiamo tenercela stretta e cara, almeno così diceva Benigni quando ha fatto "Pierino e il lupo" con il maestro Abbado. Mi sa che aveva ragione o comunque mi piace pensarlo. Noi uomini abbiamo prima creato nuovi ritmi, poi messo assieme questi nuovi ritmi, poi ci abbiamo aggiunto dei suoni: la voce. All'inizio si parlava, poi abbiamo iniziato a cantare, poi abbiamo aggiunto uno strumento, poi due fino alle orchestre con decine, se non più, di elementi. La musica ci dice a che punto è la nostra cultura, ci dice di cosa abbiamo bisogno in un preciso momento... propio perhcè ci appartiene.
Tutti abbiamo avuto qualcosa a che fare con qualche canzone. Oggi poi sono pochi i momenti della giornata che non abbiano una colonna sonora, e per fortuna per quanto mi riguarda. Quello che mi delude è la tendenza a non dare qualità alla musica, ne in chi la propone ne in chi la ascolta. Fortunatamente non per tutti è così.
Personalmente se dovessi escludere la musica, metà della mia vita non esisterebbe. Poi la maggior parte delle esperienze di divertimento e di piacere nella vita, sono legate alla musica... per quanto mi riguarda: concerti, feste, gli incontri con le ragazze, far addormentare mia figlia (con l'heavy metal, che soddisfazione)...
Anche nella storia dell'uomo, ogni epoca ha un suo stile o insieme di stili, addirittura ogni decennio in questo ultimo secolo.
Poi io che ho la fortuna di aver imparato a suonare un po, non ho parole per descrivere l'esaltazione che mi da il fare musica, mi fa venire i brividi, mi fa entrare nelle note, mi fa vedere colori, mi fa vedere immagini e sentire profumi, mi da sensazioni, mi ricorda persone... mi fa perdere il controllo... no, no non mi drogo prima di suonare ma credo che l'effetto sia simile...
Mi manca suonare davanti alla gente, credo che riesca a dare la mia parte più istintiva in quel momento, forse la più vera... come capita ad ogni buon suonatore che sia professionista o che sia l'ultimo dei principianti.
Il ritmo è alla base della musica propio perchè esiste da prima; è sempre esistito, e a differenza della musica il ritmo si può anche vedere. Un martello che batte riesco a vederlo, riesco a vedere quanti colpi fa, quanto veloci sono.
Il ritmo è qualcosa di soprannaturale, di sacro.
La musica invece è l'unica cosa che l'uomo ha inventato e per questo dobbiamo tenercela stretta e cara, almeno così diceva Benigni quando ha fatto "Pierino e il lupo" con il maestro Abbado. Mi sa che aveva ragione o comunque mi piace pensarlo. Noi uomini abbiamo prima creato nuovi ritmi, poi messo assieme questi nuovi ritmi, poi ci abbiamo aggiunto dei suoni: la voce. All'inizio si parlava, poi abbiamo iniziato a cantare, poi abbiamo aggiunto uno strumento, poi due fino alle orchestre con decine, se non più, di elementi. La musica ci dice a che punto è la nostra cultura, ci dice di cosa abbiamo bisogno in un preciso momento... propio perhcè ci appartiene.
Tutti abbiamo avuto qualcosa a che fare con qualche canzone. Oggi poi sono pochi i momenti della giornata che non abbiano una colonna sonora, e per fortuna per quanto mi riguarda. Quello che mi delude è la tendenza a non dare qualità alla musica, ne in chi la propone ne in chi la ascolta. Fortunatamente non per tutti è così.
Personalmente se dovessi escludere la musica, metà della mia vita non esisterebbe. Poi la maggior parte delle esperienze di divertimento e di piacere nella vita, sono legate alla musica... per quanto mi riguarda: concerti, feste, gli incontri con le ragazze, far addormentare mia figlia (con l'heavy metal, che soddisfazione)...
Anche nella storia dell'uomo, ogni epoca ha un suo stile o insieme di stili, addirittura ogni decennio in questo ultimo secolo.
Poi io che ho la fortuna di aver imparato a suonare un po, non ho parole per descrivere l'esaltazione che mi da il fare musica, mi fa venire i brividi, mi fa entrare nelle note, mi fa vedere colori, mi fa vedere immagini e sentire profumi, mi da sensazioni, mi ricorda persone... mi fa perdere il controllo... no, no non mi drogo prima di suonare ma credo che l'effetto sia simile...
Mi manca suonare davanti alla gente, credo che riesca a dare la mia parte più istintiva in quel momento, forse la più vera... come capita ad ogni buon suonatore che sia professionista o che sia l'ultimo dei principianti.
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