Suonare con un gruppo che fa praticamente pop non era propio l'idea che avevo in testa, ma come si dice nella strada dove non vuoi camminare ti tocca correre. Se poi penso che fino a pochi mesi fa ho ripetuto più volte che suonare in una tribute band deve essere una cosa pallosissima, soprattutto a lungo andare, e che non lo farò MAI mi viene quasi da sorridere. Difatti eccomi qua a metter su canzoni di Shakira, che per carità non mi dispiace, ma l'ultima cosa che avrei immaginato è che l'avrei suonata. La cosa interessante è che mi sta pure piacendo, inoltre contrariamente a quello che pensavo sembra che piaccia alla gente tanto da muovere abbastanza persone alle serate. E io avevo detto MAI.
Avevo detto anche che non mi sarei preso MAI una station wagon, e ne ho già avute due, compresa quella che ho distrutto lo scorso autunno.
Mi capita anche con le ragazze a volte: "con lei? Non è il mio tipo non succederà MAI" Per fortuna non sono categorico nel voler a tutti i costi essere coerente con le prime impressioni, altrimenti avrei perso alcune belle esperienze, compresa Lei.
Mi è capitato anche con il lavoro, quando facevo l'ITIS in quinta ci hanno portato a vedere la più grande azienda di lavatrici del mondo, è qui a Pordenone, mi è bastato entrare per fare questo pensiero "che grigio, che merda, tutti seri, sembra sporco, casino, carrelli elevatori che fanno traffico come in centro, qua non verrò MAI". Ecco sono due anni che lavoro li.
La coerenza non è il mio forte, temo.
Bisogna che la smetto con sto vizio del MAI!
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
venerdì 12 febbraio 2010
mercoledì 28 gennaio 2009
Da lunedì a venerdì
Ecco anche oggi devo andare a lavorare.
A me non piace il mio lavoro... neanche mi dispiace a dir il vero, ma è molto lontano dall'essere il lavoro che vorrei fare.
Eppure mi permettere di vivere decentemente, mi permette di far vivere bene la mia famiglia e mi da una certa libertà di acquisto. Per questo ne sono grato!
Mio nonno che aveva problemi cardiaci grossi (e che era un grande uomo), quando si parlava di lavoro mi diceva sempre "lavorare è una bella cosa, una volta mi lamentavo del lavoro, ma se avessi la salute lavorerei molto e volentieri".
Ho provato a immedesimarmi nella sua situazione: quanto si può sentire imprigionato un uomo da una malattia? E quanta libertà da il poter lavorare (per lui il lavoro era diventata una possibilità non un dovere) e poter fare tutto quello che uno si sente di fare? E' una visone impeccabile! Il lavoro era sinonimo di salute per mio nonno. A ripensare a questo mi vergogno un po di essermi lamentato del mio lavoro.
Qualsiasi lavoro uno faccia ne dovrebbe godere perchè è una possibilità che si ha per migliorare... e questa cosa ha ancor più senso in questo periodo dove in molti vengono licenziati o sono in cassa integrazione.
Tutto vero! Io però ho sto difetto di fabbrica che sono un sognatore e e credo che dev'esserci un modo per fare quello che mi piace. Il mio lavoro lo rispetto, e cerco di farlo bene (che poi come dicono i saggi farlo bene o farlo male ci si impiega lo stesso tempo quindi tanto vale impegnarsi un po), ma dev'essere bello guadagnare facendo qualcosa che mi piace davvero. Io vedo sempre la musica come il mio mestiere, e nel mio piccolo ci sto provando, anche se fatico un po. Poi non escludo che possa esserci altro che potrei fare volentieri, a me piace la gente, piace parlare, aiutare... però sono un tecnico: tanti disegni, tante videate, tante misure e qualche parola con i colleghi o qualche mail, e meno male che ci sono i colleghi.
Non so ancora in che punto della mia vita ho sbagliato a scegliere.
Chissà perchè poi le aziende quando ti devono valutare vanno a vedere solo quello che sai e mai quello che vorresti o quello a cui saresti portato.
Alla fine una persona che lavora volentieri e con passione quanto in più produce? Un enormità di più.
E gli altri quelli che non fanno un lavoro che gli piace cosa devono fare? Scrivere un post...
A me non piace il mio lavoro... neanche mi dispiace a dir il vero, ma è molto lontano dall'essere il lavoro che vorrei fare.
Eppure mi permettere di vivere decentemente, mi permette di far vivere bene la mia famiglia e mi da una certa libertà di acquisto. Per questo ne sono grato!
Mio nonno che aveva problemi cardiaci grossi (e che era un grande uomo), quando si parlava di lavoro mi diceva sempre "lavorare è una bella cosa, una volta mi lamentavo del lavoro, ma se avessi la salute lavorerei molto e volentieri".
Ho provato a immedesimarmi nella sua situazione: quanto si può sentire imprigionato un uomo da una malattia? E quanta libertà da il poter lavorare (per lui il lavoro era diventata una possibilità non un dovere) e poter fare tutto quello che uno si sente di fare? E' una visone impeccabile! Il lavoro era sinonimo di salute per mio nonno. A ripensare a questo mi vergogno un po di essermi lamentato del mio lavoro.
Qualsiasi lavoro uno faccia ne dovrebbe godere perchè è una possibilità che si ha per migliorare... e questa cosa ha ancor più senso in questo periodo dove in molti vengono licenziati o sono in cassa integrazione.
Tutto vero! Io però ho sto difetto di fabbrica che sono un sognatore e e credo che dev'esserci un modo per fare quello che mi piace. Il mio lavoro lo rispetto, e cerco di farlo bene (che poi come dicono i saggi farlo bene o farlo male ci si impiega lo stesso tempo quindi tanto vale impegnarsi un po), ma dev'essere bello guadagnare facendo qualcosa che mi piace davvero. Io vedo sempre la musica come il mio mestiere, e nel mio piccolo ci sto provando, anche se fatico un po. Poi non escludo che possa esserci altro che potrei fare volentieri, a me piace la gente, piace parlare, aiutare... però sono un tecnico: tanti disegni, tante videate, tante misure e qualche parola con i colleghi o qualche mail, e meno male che ci sono i colleghi.
Non so ancora in che punto della mia vita ho sbagliato a scegliere.
Chissà perchè poi le aziende quando ti devono valutare vanno a vedere solo quello che sai e mai quello che vorresti o quello a cui saresti portato.
Alla fine una persona che lavora volentieri e con passione quanto in più produce? Un enormità di più.
E gli altri quelli che non fanno un lavoro che gli piace cosa devono fare? Scrivere un post...
Iscriviti a:
Post (Atom)