Oggi parlavo di sberle, e stavo pensando che oggi se ne danno troppo poche. Sono sempre stato contro chi mena i bambini, però sono un sostenitore dello sculaccione a scopo educativo. Sculacciare sempre è inutile, come è assolutamente inutile utilizzare lo sculaccione come sfogo su un bimbo che ti ha fatto arrabbiare. Per arrivare a menar la mano ad alta velocità sul culo di un bambino ci sono dei fattori minimi secondo me: serve un ottimo motivo di importanza quasi vitale o più, una situazione limite, la necessità di far capire in fretta quello che si vuole dire (o meglio non c'è il tempo per ulteriori spiegazioni o le varie spiegazioni non sono servite), a volte anche l'impulsività fa la sua parte.
Da piccolo ricordo di averle prese pochissime volte, a memoria mia due volte da mio nonno, che grazie anche a quei due sculaccioni credo sia stata la persona a dimostrarmi il più grande affetto quand'ero bambino, e una da mia mamma.
Una volta avevo detto ai nonne che sarei andato a fare un giro, prendo la bicicletta, parto, incontro un amico. Morale ero stato da questo amico tutta la mattina, avevo non più di dieci anni, quando sono arrivato a casa a mezzogiorno esce mia nonna tutta scaturita dicendomi che mio nonno era preoccupato, e dove sono stato e che era un ora che mi cercavano. Dopo un attimo è arrivato mio nonno, che era uscito in auto, una simca 1000 grigia con i sedili in finta pelle bordeau che d'estate mi scottavo sempre il culo quando rimaneva al sole, smonta, non ha detto quasi nulla, mi ha preso con energia per un braccio e mi ha dato uno sculaccione che ho fin saltato sul posto. Non è più successo che facessi cose diverse da quello che avevo lasciato detto a casa, se non avvisando prima. La seconda volta parlando sempre con mio nonno mi è scappato di dire "dio poi", secondo me una cosa innoqua e ne sono convinto ancora. Come solo Flash Gordon sa fare, il nonno mi ha fatto arrivare uno schiaffo sulla bocca, neanche forte solo che le labbra sono rimaste tra le falangi e i denti, un male cane, e poi con calma mi dice, non si dicono quelle parole. Ecco in queste scene, pur avendole prese, noto affetto, attenzione, sani principi e chiarezza di idee.
Una volta, e solo una, invece è capitato che correvo in bicicletta, una sera d'estate assime ad un amico, non stavamo facendo gare e non stavamo correndo forte, si girava sulla strada di fornte casa (strada secondaria di una strada secondaria) esce mia mamma "Erwin non correre" e io rispondo "no non sto correndo stiamo solo girando". Non contenta mi dice "prendi l'altra bici che va più piano" e io le rispondo "ma non stiamo correndo stiamo girando" e poi ci avrà visto no? a un certo punto, tutta scaturaita (tutta mia nonna, dev'essere una questione genetica) esce e mi dice corri dentro a mettere giù òa bici, io brontolo un po poi mi dirigo verso il cancello, lei si avvicina tira via la scarpa e me la da sulla schiena. Io posso capire che uno ha le giornate di merda, ma sta cosa mi fa ancora rabbia se ci penso, cosa vuoi che pensi un bimbo, di una cosa così che è solo uno sfogo: "STRONZA!"