Insomma in azienda da me hanno firmato un accordo di ristrutturazione per contrastare questa crisi dei mercati, un azienda grossa, un accordo firmato con i sindacati e la supervisione del governo. Non si tratta di crisi e basta, si tratta di fare prodotti che rendano di più, ah si anche di qualità, ma prima devono rendere di più. Per fare questo si devono spostare le produzioni basso di gamma che facciamo noi in est Europa, che vuol dire tanti pezzi. La cosa ironica che anni fa abbiamo goduto noi di questo trasferimento di pezzi quando avevano addirittura chiuso uno stabilimento in Germania, ma a quell'est europa abbiamo insegnato a lavorare noi... anzi hanno insegnato a lavorare loro, perchè io sono li da meno di due anni. Poi la causa non è neanche della nostra filiale dell'est è semplicemente degli investitori che non vedono una fabbrica con delle persone dentro, vedono una socità che deve dare sempre più profitto. Risultato dell'accordo (la cui alternativa poteva essere, nella peggiore delle ipotesi, tutti a casa): investimento, da parte dalla casa madre che non è italiana, di una barca di milioni di euro per la riorganizzazine aziendale, riduzione delle linee da 9 a 5 e 309 esuberi tra impiegati, tecnici e operai. Gli esuberi? qualcuno verrà accompagnato alla pensione, a qualcuno hanno già comunicato che è di troppo, e per gli altri cassa integrazione, arotazione per fortuna, per due anni e poi si vedrà. Poi c'è l'incentivo all'esodo, in parole povere se ti levi dai coglioni ti danno dei soldi, e anche parecchi... io un pensiero ce lo sto facendo, se trovo altro ovviamente. Per me non sono preoccupato, sono in ufficio qualità, quindi ho un lavoro non strettamente legato ai volumi produttivi, poi da me ci sono pochissimi esuberi e la mia parte di ufficio non è minimamente toccata, per fortuna. Però tra i colleghi, soprattutto nelle linee, vedo nervosismo e c'è da capirli. Ci sono donne che sono li da dieci, venti anni e potrebbero trovarsi a casa nel giro di due anni, uomini che non hanno particolari specializzaioni che a 50 anni suonati rischiano di non avere più un lavoro. Per lo stato puoi lavorare fino a 65 anni (per ora, ma so che sono convinti che noi italiani siamo un popolo sano e potremmo farcela anche fino 80) ma per altre aziende sei come dire... passato, ti affatichi prima, ti devono pagare di più... insomma detta con parole mie "i xe cazzi"! Poi ho moltissimi colleghi sposati ed entrambi tra gli uffici o i reparti che hanno esuberi. Spero che quando decidano chi tagliare tengano conto di queste situazioni. Non sarà facile neanche per chi resta, da quello che mi dicono, e gli credo, già adesso le linee corrono ad una velocità che, oltre al fatto che gli operatori devono sgobbare, facilitano in alcune postazioni delle malattie professionali come tendiniti, con la nuova riorganizzazione le linee saranno più veloci. Si ci saranno delle postazioni nuove, una ridistribuzione del lavoro, ma vedo tutti preoccupati... non oso pensare se poi insorge anche quache problema.
Il dubbio che rimane, dopo sta pappardella, è se la dirigenza italiana, pur dovendo sottostare alle direttive della casa madre, ha fatto il massimo per ridurre le perdite di persone e migliorare le condizioni di lavoro, oppure se ci hanno riempito di parole e messo la vaselina. Così va nel famoso e produttivo nord est.
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mercoledì 10 giugno 2009
venerdì 13 marzo 2009
Non parlo di quella economica...
La crisi è la porta per un grosso miglioramento!
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