Insomma oggi festa nazionale. Inevitabile partecipare a qualche iniziativa a riguardo, soprattutto quando suoni in una banda comunale e hai una figlia che va alle medie.
Sono rimasto sorpeso dalla quantità e la qualità delle manifestazioni, come anche dalla partecipazione della gente. Va bene qualcuno ha un po' confuso i centocinquantanni dell'unità con gli avvenimenti delle due guerre, ma l'intento di base è sempre quello, come anche il messaggio che si voleva dare.
Mi ha impressionato come noi siamo una nazione creata da giovani, per la maggior parte il nostro essere popolo nasce dalle idee, o meglio dagli ideali di ragazzi-uomini che avevano dai quindici a poco più di vent'anni. Le idee per il futuro, le avevano i giovani. Giustamente direi. Un po' inquietante pensare che molti di questi sono morti a quell'età, ma con orgoglio, per i loro ideali. Al futuro può guardare in maniera corretta chi ha molto futuro davanti. Gli altri, i più maturi, possono dare supporto ed esperienza (già dopo i trent'anni uno deve dare il ricambio a mio parere), magari formando gli adolescenti che un domani governeranno. Non si tratta che i giovani sono meglio, i giovani sono l'evoluzione, hanno il modo di pensare e l'energia necessaria, e soprattutto non si impongono limiti. La nascita d'Italia ne è la prova.
Oggi abbiamo solo un problema: siamo comandati da vecchi.